Giovedì 21 Settembre 2017

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Le difficoltà d’udito

Era il mese di Ottobre 2006. La splendida A. aveva solo 8 mesi ed era una bimba forte e sana.

Sempre vivace, sorridente, di buona forchetta.

 

Da qualche giorno una febbre la stava disturbando: una febbre non altissima ma che ci rendeva

ansionsi. Una prima visita del pediatra rassicurava che fosse un semplice raffreddore. Una

seconda idem. La terza anche. Durante la notte la bimba, abituata ad essere allattata al seno,

non riconosce più la madre: era apatica, sofferente, soporosa e… non era piùla nostra Arianna.

 

Si partiva, di corsa, verso l’Ospedale ma si intuiva da subito la gravità Due, tre, quattro medici

attorno al piccolo corpicino; esami che giungevano immediatamente dopo i prelievi; fogli che

venivano nascosti alla nostra vista. E noi? Seduti su due seggiole all’interno della sala visita a

pochi metri dalla bimba. Ad un tratto tutti svaniscono e coprono con un lenzuolo bianco Arianna.

Eravamo rimasti di ghiaccio, il soffitto dell’ospedale era come se ci fosse crollato addosso. Con

una voce flebile e rotta dalle lacrime chiedevamo se la bambina fosse viva. Ci rispondevano di

sìma che era in coma gravissima.

 

Venivamo, quindi, spostati in reparto. Ogni giorno mia moglie ed io rimanevamo accanto ad

Arianna, la notte si alternavano parenti ed amici. Ogni giorno scrutavamo Arianna alla ricerca di

un movimento, di una speranza, di un segno.

 

Meningite, meningite da pneumococco con complicazioni di polmonite, sepsi e presunto

idrocefalo fu la diagnosi.

 

Noi continuavamo ad assistere la bimba in quei 5 mq. della sua nuova stanza.

 

Per 45 giorni abbiamo lottato con lei fino a portarla a casa. Viva e con tanta voglia di

ricominciare. Nonostante qualche piccolo problema motorio e ad un occhietto, Arianna giorno

dopo giorno recuperava le sue abitudini.

 

Fisioterapia, controlli continui, controlli neurologici … tutto bene. Anzi benissimo. Ma un dubbio

permaneva nella mente della mamma: la bambina sente poco.

 

Iniziano i controlli ed una brutta sorpresa attende noi e Arianna: èrimasta sorda. Sorditàprofonda. Un altro duro colpo per tutti. Terminato il calvario della meningite ne iniziava uno

nuovo. Visite, calchi, protesi, audio protesisti: un mondo “diverso” e difficile da accettare.

 

Una luce nelle tenebre: incontriamo una logopedista, un angelo, che ci avrebbe indirizzato e

guidato in questo girone infernale. Segue Arianna, le insegna ad ascoltare i suoni e… va tutto

bene ma noi non siamo pienamente soddisfatti. Cambiamo due audio protesisti (ritenuti da noi

dei ciarlatani) che promettono grandi cose; cambiamo le protesi ma la bimba reagisce poco.

 

Un nuovo inizio

 

Su indicazione del nostro angelo, Laura, incominciamo a prendere confidenza con l’impianto

cocleare. Cos’è Come funziona? Quali sono le probabilitàdi riuscita? Ci vuole una operazione

chirurgica?

 

Noi abbiamo paura, siamo indecisi. Veniamo dirottati prima all’Ospedale di Ferrara che decide

di operare la piccola. Ma all’ultimo rinuncia all’intervento.

 

Il nostro angelo non demorde e ci sprona a perseverare mettendoci in contatto con un ospedale

della nostra città Torino e con il Dottor Diego.

 

Io, come padre, ho paura, Non sono sicuro di voler fare operare nuovamente la piccola: ha già

subito tre interventi. Ma alcuni fattori mi fanno decidere in fretta: mia moglie era incinta ed il

bimbo sarebbe nato a fine agosto; Arianna sentiva poco o nulla ed era nervosa; il Dottor Diego

ci seguiva e ci spiegava in maniera eccezionale tutte le tappe presenti e future della piccola con

e senza impianto.

 

Ebbene, si decide per l’intervento: il personale dell’Ospedale pubblico dove lavora il Dottor

Diego èattento, preparato e “a misura di bambino”. Una umanità una dolcezza, un aiuto

morale da annoverare: l’operazione riesce solo su un orecchio perchénell’altro era presente

una valvola che ne impediva l’installazione. Per Arianna era stato scelto il massimo: il doppio

impianto.

 

Come l’impianto ha cambiato la nostra vita

 

Sono passati ormai 8 mesi dall’intervento e dall’attivazione dell’impianto. La logopedista, il

medico, il personale che seguono A. sono soddisfatti. La bimba sente benissimo, parla ed ha un

suo vocabolario nonostante abbia solo due anni di età Oggi èuna bimba al pari delle sue

coetanee.

 

Noi eravamo spaventati ed increduli. Oggi non possiamo che ringraziare tutte quelle persone

che hanno creduto e che ci hanno “suggerito” l’impianto cocleare o come lo chiamiamo noi

“l’orecchio bionico”. Grazie aLaura per aver scelto sempre il meglio per Arianna; grazie a Diego

ed alla sua equipe per continuare a seguire Arianna come fosse loro figlia e … grazie Arianna

chenon solo potràvedere queste parole ma anche sentirle dalla voce della sua mamma e del

suo papàe… quando sapràleggere anche dalla sua splendida e acuta vocina.

 

Adesso Arianna ha quasi 5 anni: nuota, scia, danza e parla, parla tantissimo.......................

 

 

 

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