Giovedì 21 Settembre 2017

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A fine luglio 2007 nasce la nostra seconda figlia Emma, dopo una gravidanza tranquilla e

serena seguendo la crescita del primo figlio Dante, eccoci in ospedale con questo scricciolo di 3

chili che ci guarda e piange, forse era più tranquilla nella pancia.

 

Dopo due giorni in ospedale dove impariamo a conoscerci arriva il giorno delle dimissioni le

infermiere fanno il test delle otoemissioni a Emma e risulta negativo, quindi ci dicono di tornare

dopo 20 giorni a rifarlo perché non risponde agli stimoli dell’apparecchio.

 

Tutti a casa finalmente. Il tempo passa torniamo a fare il test che è ancora negativo e in

ospedale ci suggeriscono di fare un altro esame ABR per controllare l’udito di Emma, fatto

l’esame non ci sono novità ma dicono di rifarlo dopo un mese. Riproviamo ma nessuna novità

ecco che per la prima volta l’otorino ci parla di sorditàprofonda bilaterale e di impianto cocleare

che aiuteràEmma a sentire.

 

Ci crolla un muro addosso, ma come èpossibile che sia nata sorda, la gravidanza èandata

bene, nessun problema durante il parto, non ci sono casi in famiglia di sordità eppure Emma

compie 4 mesi ed èsorda. Non ha mai sentito la nostra voce, non ha mai sentito suo fratello

piangere o ridere, non hai mai sentito la musica, niente di niente. Noi siamo nello sconforto

totale, ma vogliamo capirne di più

 

Dopo un secondo parere clinico chiesto all’Istituto di Audiologia Infantile del Policlinico di

Milano, la diagnosi èsempre la stessa, sorditàbilaterale profonda. Qui conosciamo un team

che seguiràtutto il percorso di Emma e ancora ci parlano di impianto cocleare, spiegandoci

cos’è come funziona e che aiuteràEmma a recuperare fino all’ l’80% dell’udito, ritorna in noi la

speranza di poter vedere nostra figlia parlare, cantare e gridare e sentire.

 

Emma comincia, portando protesi acustiche, un percorso di logopedia con la Dottoressa Todini.

Purtroppo le protesi non sono d’aiuto nel suo caso e quindi a 13 mesi viene impiantata

all’orecchio sinistro dal mitico Dott. Zaghis che insieme al Dott. Ambrosetti ci restituiscono

Emma e il suo ‘nuovo orecchio’.

 

Le nostre aspettative circa le reazioni di Emma ai suoni vengono inizialmente deluse, ma

supportati da tutto il team di Audiologia che la segue, dopo circa 3 mesi finalmente la nostra

bambina comincia a reagire a i suoni. Il lavoro di logopedia continua assiduo in ospedale, si

crea un bellissimo rapporto tra la Dottoressa Todini e Emma che tuttora continua.

 

Adesso Emma ha 3 anni e mezzo, parla (pure troppo), canta e grida, di notte le auguriamo

buona notte sussurrando e lei ci risponde sussurrando. Una grande vittoria!

Ha un ottimo rapporto con il suo impianto, nonostante il primo anno spesso non lo voleva

portare, oggi lo tiene anche di notte e quando l’apparecchio si scarica Emma mi dice MAMMA

NON SENTO! un’altra vittoria.

 

Abbiamo imparato diverse cose da questa esperienza, primo esiste un rimedio alla sordità,

secondo che Emma non è sola e quindi noi genitori non siamo soli, abbiamo conosciuto altri

bambini impiantati e altre famiglie che hanno fatto con noi e prima di noi questo percorso.

Abbiamo imparato anche che la sanità pubblica funziona, in particolare il reparto di Audiologia

Infantile del Policlinico di Milano.

 

Sarà ancora lungo e faticoso…ma insieme si può fare e sarà più facile.

Marco e Ada

 

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