Mercoledì 22 Novembre 2017

Abbiamo 29 visitatori e nessun utente online

Cari tutti,
alla fine è arrivata l'attivazione dell'impianto cocleare....
Mi trovo in difficoltà persino a parlarne.

L' accensione di un impianto cocleare è un qualcosa che semplicemente non si può definire con precisione.

Credo che ogni caso sia a sè stante, ma la mia impressione è stata quella di sentire almeno tre o quattro chitarre elettriche dentro la testa contemporaneamente.
Se avete mai sentito il suono di una chitarra elettrica forse avete capito cosa intendo. Ebbene, moltiplicate questo suono per quattro.

Suoni laceranti, acutissimi, stridenti, sfrigolanti, degradanti verso l'alto e il basso, soprattutto acuti, e che si distorcono mentre vengono ascoltati, suoni che si distorcono, distorti, ecco, il termine giusto è suoni distorti.

Nicola:

Non so com'è la chitarra elettrica ma, la mia prima impressione all'attivazione dell'i.c., è stata quella di sentir battere ripetutamente un bicchiere con la forchetta. Davanti a qualsiasi sorgente sonora, che sia un suono, un rumore o una voce, ciò che sentivo dentro la testa era qualcosa di ripetitivo e sembrava che tutte queste cose, si sentissero sempre allo stesso modo, senza distinzione di toni alti o bassi, volume forte o basso, ecc.... Dentro la testa era tutto un TITITITITITITITITITITITITITITITITI......... Sembrava un mitragliare ininterrotto di impulsi e non riuscivo a riconoscere se un suono era continuo o meno. Per fare un esempio, ricordo che al giorno dell'attivazione mia mamma mi diceva "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!" ed io percepivo solo quello che lei stava per emettere dalla bocca nella prima frazione di secondo e poi nulla ---> "TI!........................................."

A! A! AAAAAAAAA! A! ----> TI! TI! TI!............TI!
EEEEEEEEEE! E! E! OOOOOOO! O! ----> TI!...........TI! TI! TI!............TI!
NICOLA COME VA? -----> TITITITITI! TITITI! TI!

Tutta questa serie di TITITITI potrei definirli molto acuti e, davanti ai rumori come l'auto che passa, a volte sembravano più distorti e laceranti come li definisce Andrea.


Andrea:

Altra grandissima differenza: non si "sentono" più i suoni bensì li si "percepisce" dentro la testa. Mentre con l'apparecchio acustico sentiamo suoni, con l'impianto il suono sembra entrare nella testa come una lama. Il suono non è più qualcosa "nell'orecchio", bensì "nella testa".

Nicola:

Confermo. Ero abituato ad avere le chiocciole delle protesi acustiche sempre tappate nelle orecchie, in modo da ricevere il suono amplificato dal processore. Una volta tolto le chiocciole,ed attivato l'i.c., mi sentivo NUDO e mi aspettavo una percezione molto simile a quella sempre avuta dalle protesi, un suono sparato dal tubo collegato al processore direttamente all'orecchio. Invece era qualcosa di straordinariamente incredibile: era come se il tutto venisse percepito da DENTRO il cervello, un po' come quando avvertiamo delle scosse elettriche e "sentiamo" qualcosa di impulsivo dentro la testa oltre al dolore percepito al tatto.

Andrea:

Altra sensazione è l'accumulo sonoro: se riuscite a capacitarvi dell'espressione, la defineirei un "minestrone" sonoro.
Una zuppa di suoni assolutamente inintelligibili, eppure presenti.

Altra sensazione: miliardi e miliardi di suoni, mai sentiti prima. E' una cosa meravigliosa? No, è una cosa straniante.

Questa è una cosa che fa prendere il panico, sembra che il mondo intero sia composto di rumori. Ma si tratta di rumori mai sentiti, mai avvertiti prima d'ora!
Non esiste esprssione più azzeccata che "giungla sonora". Camminando per strada, per le vie,in mezzo ai palazzi, per le piazze, si ha l'illusione di avere accanto a sè muri di suoni. Come si fa a definire un "muro di suoni"? non lo so, ma dentro la testa senti miliardi di suoni, e non riesci a capirne, decifrarne, neanche uno, che sia uno. Zero assoluto.

Il suono è dentro la testa, ti capita di fermarti come uno stupido in mezzo alla strada, hai quasi la sensazione che allungando la mano potresti "toccare" il suono.
Ma la differenza primaria è questa: il suono è DIVERSO. non si ha più alcun punto di riferimento.
Il giorno stesso in cui ho avuto l'attivazione ho sentito in mezzo alla "giungla sonora" il vago suono della sirena dell'autoambulanza che si avvicina, o almeno qualcosa che gli assomigliava. Quale è stata la mia sorpresa, o meglio, il mio orrore, nello scoprire che era il suono delle ruote dell'automobilina a pedali di un bambino sull'acciottolato della strada. Lì ho capito che tutto il mio vocabolario sonoro era da riscrivere......

Nicola:

Confermo queste sensazioni avute qualche settimana dopo la prima attivazione. I suoni cominciavano a prendere forma e cominciavano ad essere differenti uno dall'altro e cominciavo ad avvertire cose mai percepite prima d'ora. Si trattava proprio di decifrare cosa fossero tali suoni, non erano più dei TITITITITITITITITI, bensì dei TITIIRTTRTRTRTRIRIRIIRTITI. Il telefono per esempio, era uno dei primi suoni che io riuscivo a tradurre : TRRRRR.........TRRRRR.........TRRRRR ........
Per il resto, come ha scritto Andrea, era una "giungla sonora" e dovevamo riscrivere il vocabolario dei suoni :-)


Andrea:

La cosa più sgradevole? il fatto che il "tipo" di suono sia inintelligibile. Si può andare per tentativi, certamente...ma il risultato è sempre sbagliato!
Non riconosco la voce umana dal rumore ambientale, a causa del "minestrone sonoro". La voce umana, se c'è, è sepolta dall'ammasso urlante, stridente, invadente, degli altri suoni.

Ma, anche in ambiente tranquillo, non riesco a distinguere una vocale da una consonante. Sensazione orribile. Sembra di sentire tutti i suoni superflui, e non quello più importante: la voce umana.

Sembra che il singolo suono sia più quantitativo che qualitativo (ovvero, si sente se il suono c'è, oppure no, ma non so dire nulla di esso. Era una voce umana? un oggetto che cade? una moto che sfrecciava? boh? era un suono, e basta... al massimo potrei dire se il suono era vagamente acuto o grave, e si si è modificato nel tempo, oppure è rimasto costante. E' un suono che otrebbe essee qualsiasi cosa. E dal momento ch ei suoni sono tantissimi, tutto può essere qualunque cosa.)

Nicola:

Come descritto prima, ogni suono o rumore era da decifrare, individuare. Non c'era nemmeno abbastanza tempo per capire cosa fosse stato quel determinato suono rispetto ad un altro, durante l'ascolto di una conversazione o di rumori ambientali. Sembrava tutto simile e difficilmente distinguibile, ciò che mi aiutava a percepire maggiormente le differenze, era capire se il volume era troppo alto o troppo basso, un urto o un rumore continuo, ecc...

Andrea:

Il personale dell'ospedale mi ha incoraggiato a non spaventarmi nonostante la mia età ("voi adulti attempati purtroppo siete i casi peggiori, dovete avere molta più pazienza degli altri....") e a pazientare, pazientare, e ancora pazientare, aspettare che il nervo si abitui a qualcosa di nuovo.

Intanto, bisogna portare sempre la protesi tradizionale all'altro orecchio, la quale protesi ha l'importante compito di "traghettare" i suoni sconosciuti, facendoli assimilare piano piano, e tanta, tanta pazienza, e "....mettetevi in testa che i risultati dipendono da voi, e da nessun altro".

La mia sensazione? essere in mezzo alla giungla, senza punto di riferimento. Ma se anche questo fa parte del gioco, continuerò a giocare.... ormai siamo in ballo.

Nicola:

Non sono d'accordo sull'utilizzo della protesi acustica e vorrei puntualizzare una cosa molto importante.
Sia lo staff dell'ospedale S.Maria del Carmine di Rovereto, sia quello del centro di foniatria Casa di Cura "Trieste" di Padova, e sia da parte da medici/audioprotesisti/logopedisti che conosco, mi hanno intimato di NON usare la protesi acustica (da ora in poi p.a.) nell'altro orecchio per i primi mesi di apprendimento con l'i.c..

Il motivo è semplice: il nostro cervello deve far sì che si abitui pienamente alla percezione uditiva generata dall'i.c., la quale, come sappiamo tutti, è un sistema completamente diverso da quello riconoscibile dalla p.a.. E' vero che se io accendo anche la p.a., avrei più facilità nell'associare un determinato suono o rumore con quello che avverto dall'i.c., ma allo stesso tempo, la p.a. mi "sporca" quella percezione che il nostro cervello deve fare assolutamente affidamento!

Quando poi, col passare di tot mesi riusciamo ad essere abbastanza autonomi nel sfruttare l'i.c. in assenza di p. a., allora sarebbe corretto riutilizzare la p.a. regolata in modo tale da non disturbare l'i.c. (es. regolazione concentrata solo sulle basse frequenze) in modo da guadagnarci un maggior senso dell'orientamento dei suoni & rumori ed anche per mantenere "vivo" l'orecchio con il residuo rimanente.

Il mio commento: chi "traghetta" i suoni e rumori non è la protesi acustica, bensì la nostra TESTA ;-)

                       

11/02/2010: dimissioni dall'ospedale a 3 giorni dall'intervento.

Login

Area privata riservata utenti impianto cochlear

Per entrare nell'area privata devi essere registrato. Per registrarti usa il form nella sezione dedicata ai testimonial link (REGISTRATI)